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Le Spine
martedì, 28 marzo 2006
   SABRINA E CORRADO GUZZANTI, MONI OVADIA, DANIELE LUTTAZZI e molti altri si stanno spendendo molto per una raccolta di firme il cui obiettivo e cambiare le "regole" della televisione italiana...voi pensate che non ce ne sia bisogno?
Considerato che milioni di italiani la usano come unica fonte di notizie...
Considerato che milioni di bambini crescono lì davanti.
Considerate le ripide cadute di gusto della tv in genere sono talmente abituali che non ce ne accorgiamo neanche più (vedi intervista Allen).
FACCIAMO QUALCOSA!!
 Vi posterò di seguito la proposta di legge del comitato...
postato da: Lespine alle ore 16:26 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    28 Marzo 2006 - 16:30
 
Quella di “Un’altra tv” è una proposta lanciata per ripristinare il diritto costituzionalmente garantito di ognuno di noi a essere informato in modo libero, plurale e obiettivo, sottraendo il servizio pubblico all'ingerenza dei partiti politici.

Nata dal lavoro di un gruppo di giornalisti e giuristi, la proposta di legge d’iniziativa popolare risponde all'appello lanciato da Sabina Guzzanti dopo l'uscita del suo film Viva Zapatero, che chiedeva al futuro governo una legge per dare agli italiani una televisione che risponda alle esigenze democratiche del paese. Come?
Concentrando le funzioni di indirizzo politico sull'intero sistema delle comunicazioni in un organismo, il Consiglio per le comunicazioni audiovisive, che sia espressione diretta della collettività e allontanando i partiti politici dalla gestione diretta della RAI. Il Consiglio, che è composto da 21 consiglieri in rappresentanza della società civile (11), del Parlamento (7), di Regioni, Comuni e Province (3), nomina i cinque componenti del Cda della RAI con funzioni esclusivamente gestionali, sulla base di criteri di professionalità e indipendenza.

Dopo il lancio della raccolta delle firme al teatro Ambra Jovinelli, alla presenza di Sabina e Corrado Guzzanti, Moni Ovadia, Daniele Luttazzi, Paolo Hendel, Fiorella Mannoia e tanti altri, la proposta continua a ricevere il sostegno di giornalisti, personaggi della cultura e dello spettacolo, intellettuali: da Enzo Biagi a Dario Fo, da Lidia Ravera a Marco Travaglio, da Sergio Castellito a Massimo Ghini, da Antonio Tabucchi a Ferzan Ozpetek.

E' stato costituito un comitato promotore, con sede a Roma, a via del Gesù 56. Molti i comitati locali costituiti per raccogliere le 50.000 firme necessarie per depositare, entro sei mesi, questa proposta di legge. Ma si spera che le firme siano molte di più, per assicurarci che il futuro Parlamento ponga questa tra le prime riforme da mettere in agenda.

Tutte le proposte sono perfettibili, e questa sicuramente non fa eccezione. Quello che non è in dubbio, dopo un così straordinario inizio, è la nascita di un movimento sociale e culturale, primo ancora che politico. Tana De Zulueta
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#2    29 Marzo 2006 - 08:50
 
Credo che questa proposta di legge sia uno strumento fondamentale per il raggiungimento di una democrazia accettabile in Italia. La Rosa nel pugno dovrebbe farne una bandiera.
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categoria:politica