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Le Spine
giovedì, 13 aprile 2006

ARGENTINI
Ah, Sudamerica. Obbligatorio partire da qui: se uno solo dei due senatori eletti nei paesi neolatini fosse andato alla Casa delle libertà, oggi parleremmo davvero di pareggio. Invece uno è dell’Unione, l’altro è l’argentino Luigi Pallaro della lista autonoma Associazioni Italiane in Sud America, che appoggerà la coalizione vincente, come aveva preannunciato (“Non possiamo permetterci di stare all’opposizione”). Decisivi sono stati i numerosi italiani d’Argentina, come hanno puntualmente rilevato i quotidiani di quel paese. “Dramatico empate electoral en Italia”, titolava in prima El Clarìn, facendo seguire nei vari pezzi di approfondimento uno su “El voto de los italianos que viven en el exterior, un factor decisivo”, spiegato dal catenaccio: “Eligen 12 diputados y 6 senadores, esenciales para formar gobierno en Roma. Argentina aportaría varios de los 5 legisladores por Sudamérica”. Analogamente La Naciòn, all’unico articolo, intitolato “Italia, en vilo por un virtual empate en las elecciones”, anteponeva un occhiello di questo tono: “Sería clave el voto en el exterior”. Al quotidiano Pagina 12 spetta la palma di miglior titolo in questa sezione: “Mamma mia”, sottolineando la notte al cardiopalma, ma soprattutto nominando l’unica nostra Istituzione considerata seriamente all’estero. In coda al sommario, l’accenno al “decisivo rol de los representantes del exterior”.
Rilievo dunque dei quotidiani argentini ai “propri” elettori, ma senza eccessi campanilistici. Immaginiamo una situazione analoga qui da noi: che per esempio il voto di alcuni americani residenti in Italia possa determinare l’elezione di un presidente Usa. Titoli come “E’ in Italia l’ago della bilancia” o “Il mondo pende dalle nostre matite” sarebbero tra i più sobri. (Il nostro provincialismo informativo è leggendario. L’aneddotica giornalistica ricorda un titolo cubitale: “Terremoto in Giappone, tre italiani feriti”, e sotto, in carattere assai più piccolo, “Centinaia di morti tra la popolazione locale”). Ecco una prima lezione che viene da uno sguardo alieno. E i ballerini aspettan su una gamba..
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mercoledì, 12 aprile 2006
Non espongo mai i miei orientamenti politici ma...quando ce vò ce vò!

Rosa nel Pugno fa autocritica? Non so, io si!

Alcuni pensano che la Rosa sia già un progetto fallito. Lascio questo atteggiamento, comodo e veloce, ai pretaporter della politica e della vita in generale, temo. Certo, la rinuncia e dolce: niente analisi dei fatti (troppa fatica) nessuna autocritica (troppo coraggio?)...buttiamo a mare tutto e buonanotte. A mio modestissimo parere chi rinuncia così velocemente ad un progetto appena nato, in realtà non ci ha mai creduto e mai ci ha lavorato. Lasciamo certe tesi al Foglio di Ferrara e ai pressapochisti, per noi altri il lavoro vero comincia adesso.Noi abbiamo affrontato argomenti importanti, ma forse qualcuno lo abbiamo trascurato. E non mi interessa fare un'analisi di "alta ingegneria politico-sociale". Sto cercando di capire perchè tanti romani non ci hanno dato fiducia, abbiamo forse trascurato delle esigenze più sentite di altre? Abbiamo sopravvalutato il soddisfacimento reale delle loro esigenze di base? Voglio capire, e allora mi metto lì e studio i dati. Lasciamo da parte la delusione, zavorra che non ci serve, parliamo, confrontiamoci,cerchiamo di capire che cosa ci è sfuggito delle esigenze del elettorato delle nostre città, come dobbiamo modificare il nostro messaggio. Montanelli, uomo discutibile ma grande comunicatore, diceva spesso "in ogni caso, non sono gli altri che non l'hanno capita ma è lei che non si è saputo spiegare!".
Vedremo chi proseguirà e chi vorrà cambiare aria, 'che una selezione naturale mi pare auspicabile e necessaria. Certo non credo che sia utile, per chi resta, definire la rosa un progetto semifallito o, peggio,limitarsi a parlare del sesso degli angeli o dell equilibrio delle sfere celesti, che fa tanto figo ma non serve a niente, meglio che stiano a casa a pettinare le bambole.

postato da: Lespine alle ore 23:56 | Permalink | commenti
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mercoledì, 12 aprile 2006
Daniele mi scrive...

ITA-LIA

Spaccata a metà

 

I Voti degli italiani all’estero hanno determinato la vittoria al senato e quindi confermato il centro sinistra alla guida del paese.

Come interpretare questo voto? La netta maggioranza di voti estero per l’' unione è da attribuire al fatto che l' ’informazione delle televisioni straniere in più di 130 paesi in cui si è votato, è stata corretta, realistica e soprattutto indipendente verso i nostri connazionali che sono stati informati sulla situazione reale del nostro paese; la stessa cosa non è successa nel territorio nazionale dove le prime sei reti televisive (Rai + Mediaset) in mano al Signor Silvio Berlusconi hanno abbindolato e bugiardamente convinto attraverso numerose e invisibili manipolazioni giornalistiche gli elettori più indecisi. Affrettiamoci a modificare la legge sul conflitto d’interessi affinché venga di nuovo assicurata la vera democrazia in Italia!

 v

postato da: Lespine alle ore 19:20 | Permalink | commenti
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